"Corresponsabili nel MAC, nella chiesa e nella società" è il Tema dell'anno associativo 2022/2023. Il sussidio ha una struttura semplice e di facile approccio ai testi.  

Il tema fondante è la corresponsabilità nella Chiesa, nel MAC e nella società. Vogliamo riflettere sulle dinamiche della comunione, sull’impegno che ogni credente e ogni persona in generale dovrebbero mettere per avviare processi di rigenerazione dell’umanità, introiezione dei valori cristiani nel mondo e consapevolezza di essere chiamati a partecipare in prima persona.

Leggi anche la PRESENTAZIONE DEL PERCORSO

Il percorso proposto in questo sussidio comprende quattro TAPPE:

Copertina tappa 1.  L’immagine, che apre la prima tappa, è una composizione astratta dove su uno sfondo che rappresenta il cosmo si materializza una goccia d’acqua che diviene l’emisfero terrestre prima di cadere in una superficie d’acqua.Il nostro comportamento è fortemente sproporzionato rispetto all’immensa misericordia di cui siamo oggetto.
Cristo, ucciso brutalmente per le colpe degli uomini, è risorto e, in controrisposta, non riusciamo ancora a preservare fino in fondo il nostro mondo, l’unica Terra che abbiamo, la nostra Terra che anche Lui, assieme a Sua Madre, sta cercando di salvare dalla nostra avidità e scarsa lungimiranza, perché ce ne sia anche per i nostri figli e per i figli dei loro figli. Dimentichi che solo noi uomini amati dal Signore possiamo cambiare la situazione per lasciare alle prossime generazioni un habitat vivibile.
D’altronde l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme e se non ci impegniamo in prima persona, ognuno per la propria parte, difficilmente potremo cambiare la realtà. Non potremo affrontare i problemi legati allo sviluppo e all’ambiente se non prestiamo attenzione alle cause che hanno attinenza con il degrado umano e sociale, con la consapevolezza che i primi a pagarne le spese sono sempre i più deboli del pianeta: “Tanto l’esperienza comune della vita ordinaria quanto la ricerca scientifica dimostrano che gli effetti più gravi di tutte le aggressioni ambientai li subisce la gente più povera” .
Se lasceremo morire la Terra, potremo sperare che il Creatore voglia farla risorgere come fece duemila anni fa con quel suo Figlio Unigenito? E per chi, se saremo riusciti a suicidarci tutti assieme distruggendo completamente il nostro unico habitat?

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  • SECONDA TAPPA
    RESPONSABILI del bene di tutti

    "Quante volte sentiamo parlare o parliamo noi stessi di responsabilità! Ma abbiamo mai riflettuto davvero sul suo significato?.”

    Copertina tappa 2.  L’immagine ritrae un uomo di spalle che osserva lo scenario del lato nord del Grand Canyon negli Stati Uniti d’America.Possiamo dividere il termine in due parti: respons e abilità, quindi facoltà di rispondere a sé stessi e agli altri. Siamo tutti chiamati a rispondere, anche se nessuno ci costringe; abbiamo la capacità per farlo ma Dio ci lascia la possibilità di scegliere perché dotati di “libero arbitrio”, quindi siamo noi a decidere se perseguire la via del bene o quella del male. Una scelta quotidiana su ogni nostra piccola azione, che ha conseguenze positive o negative su tutto ciò che ci circonda.
    Tutto è concatenato e per questo i comportamenti individuali, incidono sull’ambiente che ci circonda, e a volte in modo drammatico per cui tutti avremmo la responsabilità di tutelare ciò che Dio ci ha donato. Se la Terra soffre, soffre con essa la maggior parte degli uomini perché vengono meno le risorse necessarie a soddisfare i loro bisogni principali. Dunque non è solo una questione di senso di responsabilità, ma soprattutto una questione di amore.

 

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  • TERZA TAPPA
    PARTECIPI e SOLIDALI per la libertà di tutti

    "Libertà o licenza, l’eterno dilemma. Quando la libertà è sufficientemente giusta nei confronti del prossimo, dell’ambiente, delle istituzioni e di Dio stesso, da potersi considerare proprio “libertà”, senza sconfinare, nemmeno di poco, nella licenza di fare, di dire, di esprimere a danno altrui?"

Copertina tappa 3. La composizione ritrae le mani di un uomo e un bambino. Quelle del piccolo sono raccolte in quelle dell’adulto. Nel palmo del bambino c’è una piccola zolla da cui si innalza una piantina. È mio amico chi è disposto a dare la sua vita per la mia libertà. Ma io sono abbastanza amico del mio prossimo, del mondo e della libertà stessa, tanto da essere disposto a dare la vita per la loro libertà? Sarei disposto a testimoniare a rischio della mia stessa vita il diritto altrui, il tuo, il suo, il nostro, il vostro o addirittura “il loro diritto” ad essere liberi, riconoscendo dunque anche la libertà di chi non conosco, di chi non ho mai visto né incrociato sulle strade della vita? Ma soprattutto ne sarei capace? 
Quel nostro Fratello divino di cui narrano i Vangeli lo ha fatto: ha dato la vita per noi e, con la sua sofferenza estrema, ci ha indicato la strada della solidarietà portata fino alle estreme conseguenze dicendocelo, spiegandocelo, dimostrandocelo, e da questa strada di dolore e sofferenza è Risorto più forte e più potente, ma rimanendo sempre assolutamente rispettoso della nostra libertà, ci ha invitati e ci invita a fare come lui nella quotidianità, a donarci corpo e anima al bene dei fratelli. Non ci obbliga, ci invita e ci insegna.

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  • QUARTA TAPPA
    CORRESPONSABILI, nella Comunione

    Certe volte capita di ascoltare affermazioni del tipo: “Ho ereditato la casa dei genitori, ma è a proprietà indivisa: in tre fratelli; mi spieghi come facciamo a goderne? Se almeno l’avessero lasciata a uno solo di noi, sapremmo con chi arrabbiarci. E invece no, a tutti assieme e per giunta in buone condizioni, tanto che forse neanche un bel terremoto ci metterebbe d’accordo!”

copertina tappa 4 - Lo scatto ritrae una scena marina africana. Un gruppo di pescatori tira a riva una barca con le corde; in primo piano reti da pesca abbandonate sulla spiaggia.Corresponsabili nel demolirla? Corresponsabili nel tenerla in piedi? Venderla? Affittarla? Metterla a disposizione? Probabilmente con quelle premesse nemmeno il suo crollo creerebbe concordia, perché riusciremmo anche a sospettare sulle spese e sui ricavi. Certo, perché la “comunione dei beni” non è “Comunione”: la Comunione è una comproprietà per amore.
Comunione, sul piano etimologico, ha la stessa radice di comunità.
Ognuno di noi è parte viva della comunità civile ed è tralcio di quell’unica vite che è la comunità ecclesiale. Ognuno di noi è corresponsabile, quindi responsabile assieme a tutti gli altri, nel portare la linfa vitale in ogni foglia, in ogni viticcio, in ogni grappolo, in ogni acino, in ogni seme, in ogni cellula di quella pianta che non deve morire ma conservarsi sana e vitale, fruttifera e feconda fino alla fine dei secoli.

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