Giovedì 15 maggio una delegazione del gruppo MAC di Gaeta si è recata a Ceccano per la consegna del Premio Don Giovanni Brugnani 2024 alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù. La premiazione si è svolta nella sede dell’oratorio parrocchiale. Nelle prime file del salone che accoglie il MAC ci sono i protagonisti del premio: un gruppo di giovani e meno giovani con disabilità plurime o minime, alcuni seduti in carrozzina, che appaiono da subito molto contenti, emozionati e parecchio felici della festa.
Sara Mastrogiacomo e Don Italo Cardarilli accolgono il presidente del MAC di Gaeta, Angelo Ciccone, e alcuni membri del gruppo diocesano. A Sara lasciamo la parola. “Sono una semplice volontaria di questo oratorio parrocchiale. Sono una musicoterapeuta. Dieci anni fa abbiamo aperto le porte dell’oratorio sotto l’invito del parroco precedente, don Tonino, che mi chiese se potevamo ospitare i ragazzi portatori di disabilità plurime. Eravamo in pochi, due o tre; poi il gruppo si è allargato fino a una ventina. Abbiamo iniziato le attività con la musicoterapia e l’arteterapia, con la manualità; ricordo che all’inizio molti di loro avevano perso la manualità. Così si sono aperte le porte degli spettacoli teatrali. Il primo era intitolato Dal buio alla luce; proprio perché loro avevano comunque timore di mettersi alla prova davanti a un pubblico. Abbiamo così utilizzato un grande pannello bianco giocando con le ombre cinesi”. Il lavoro di Sara è davvero encomiabile, vediamo qui intorno a noi tanti volontari e amici della parrocchia molto impegnati. “È anche importante ricordare tutto il lavoro che c’è dietro! Io non sono da sola. Ci sono i volontari. Negli anni si è rafforzato questo rapporto. Questo oratorio è diventato quasi una famiglia. Ci confrontiamo costantemente. Abbiamo un nostro motto: Insieme si può! Nessuno riesce a fare qualcosa da solo se non c’è qualcun altro che ci consola, che ci fortifica. Se ci diamo una mano insieme riusciamo a fare”.
“Vi porto innanzitutto il saluto del nostro presidente nazionale, Michelangelo Patanè”, esordisce Angelo Ciccone. “Ringrazio Don Italo e Sara di questa opportunità, del lavoro e dell’aiuto che rivolgete a questi amici. Il MAC è un movimento le cui finalità sono innanzitutto la diffusione della cultura della religione cattolica nonché la solidarietà e l’inclusione. Sono termini che sentiamo spesso oggi. Ma abbiamo tutti bisogno di fatti, di concretezze, soprattutto in ambito parrocchiale. Noi speriamo di andare avanti tenendo a mente il principio dell’inclusione, che in questo caso significa essere uniti anche nel nome di Gesù, nel nome di tutta la Chiesa di Dio che deve includere anch’essa tutti”.
Tocca al parroco, Don Italo, prendere la parola. “Debbo ringraziare Sara e i volontari e grazie alla vostra presenza, Angelo, tua e dei tuoi amici. Grazie per il bell’esempio che date perché la comunità è fatta così. È fatta di tanti membri, dove ciascuno mette a disposizione quello che ha colmando quelle lacune, quelle povertà che ognuno si porta dentro. Per me non è mai esistita l’abilità e la disabilità. Per il Signore siamo tutti uguali. Siete la perla preziosa della comunità di Ceccano. È la delicatezza ciò che va manifestato nei confronti dei nostri amici. Grazie al MAC che ci ha onorato di questo riconoscimento. Avete ricompensato questi ragazzi delle loro attese e dei loro progetti. Questo oratorio è un esempio concreto di cosa vuol dire mettersi a disposizione dell’altro”.











































