Oggi 10 gennaio 2026 con la chiusura della porta santa, a conclusione dell'anno santo 2025, il Santo Padre ha incontrato in udienza enti, associazioni e i rappresentanti dei 5000 volontari provenienti da tutte le parti del mondo, per un saluto ed un ringraziamento. Al termine è stato consegnato ai presenti un crocifisso in legno con il simbolo dei giubileo, in ricordo dell'evento.
Anche il MAC era presente con il nuovo presidente nazionale, Antonio Pellizzaro, il vice presidente nonché ex presidente nazionale, Michelangelo Patanè e l'assistente nazionale Don Alfonso Giorgio.
Riportiamo la testimonianza di Don Alfonso:
«Papa Leone, citando Mons. Fisichella ha esordito con una frase gioiosa e carica di speranza: "Quanto bene c’è nel mondo!”. Ed ha aggiunto:"Prendo queste parole di Sua Eccellenza Mons. Fisichella, perché voi ne siete la prova: quanto bene c’è nel mondo! Grazie! Grazie davvero"!
Prima dell' udienza abbiamo avuto modo di incontrare suor Veronica Donatello e così presentargli il nuovo presidente nazionale Antonio Pellizzaro. È stato bello anche perché in maniera informale e molto fraterna abbiamo confermato la nostra più totale disponibilità a camminare insieme con la CEI e in particolare con il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità.
Rivolgendosi a noi e a tutti coloro che hanno operato, a diverso livello, per la buona riuscita del Giubileo il Papa ha detto: "con il vostro lavoro voi avete aiutato molti a trovare e ritrovare speranza, e a riprendere il viaggio della vita con fede rinnovata e propositi di carità (cfr 1Ts 1,2-3)".
Un'altra interessante riflessione l'ha dedicata ai giovani, valorizzandone la loro presenza:
"Vorrei richiamare, in particolare, la presenza a Roma, in occasione del Giubileo, di tanti giovani e adolescenti di ogni nazione. È stato bello toccare con mano il loro entusiasmo, essere testimoni della loro gioia, vedere la serietà con cui hanno pregato, meditato e celebrato, osservarli, così numerosi e diversi tra loro, eppure uniti, ordinati (anche grazie al vostro servizio), desiderosi di conoscersi e di vivere insieme momenti di grazia, di fraternità, di pace. Riflettiamo su ciò che ci hanno mostrato. Tutti, a vari livelli, siamo responsabili del loro futuro, in cui c’è il futuro del mondo. Chiediamoci, allora, alla luce di ciò che abbiamo visto: di che cosa hanno realmente bisogno? Cosa li aiuta davvero a maturare e a dare il meglio di sé? Dove possono trovare risposte vere alle domande più profonde che portano nel cuore? I giovani hanno bisogno di modelli sani, che li indirizzino al bene, all’amore, alla santità, come ci hanno mostrato le figure di San Carlo Acutis e di San Piergiorgio Frassati, canonizzati lo scorso settembre".»




































