La giornata di sabato 4 luglio, nel cuore delle Giornate di Spiritualità e Formazione 2026 del MAC presso la Casa "San Fidenzio" di Verona è stata interamente dedicata a esplorare il legame profondo tra il dono di sé, la fraternità e la vera gioia, guidati dall'esempio di San Francesco.
La Mattinata: Stralci della Meditazione di Don Alfonso
La giornata si è aperta con la Preghiera delle Lodi e la successiva LECTIO dedicata a "La gioia nel dono di sé e nella fraternità". Don Alfonso Giorgio ha offerto una chiave di lettura della figura di San Francesco:
"San Francesco è il santo del dono totale. Per lui la gioia non nasceva dalle cose, ma dal farsi piccolo e donarsi. Dopo la conversione non andava più dietro alle gioie del mondo ma si beava della bellezza del creato, meditava guardando le creature come una fraternità. Chiamava 'fratello' il sole e 'sorella' la luna e le stelle. Per lui tutto era dono, e da lì partiva il suo dono, il suo essere dono."
Le parole di Don Alfonso hanno aperto alla MEDITATIO un tempo di meditazione e silenzio, lasciando a ciascuno di noi domande cruciali su cui riflettere: Prima di donarci agli altri, impariamo a ricevere tutto come dono da Dio? Gioiamo per noi stessi per il dono ricevuto, per sentirci amati o piuttosto quando decidiamo di donarci agli altri promuovendo fraternità? La risposta emersa è luminosa: la gratitudine apre al dono e ci rende generosi, mentre la comunione tra noi si conserva solo attraverso il per-dono, cioè la capacità di accogliere chi sbaglia e continuare a donare nonostante tutto.
Il Pomeriggio: L'incontro ravvicinato con la Clausura
Nel pomeriggio, il gruppo ha vissuto un momento toccante con il Racconto di un testimone: la visita al Convento delle Clarisse.
A documentare questo momento un'immagine simbolo: in una delle foto spicca una grande grata a parete che divide una suora di clausura dalle altre persone. Un impatto potente, che non racconta una separazione o una distanza, ma la scelta radicale di un amore che si fa totale e si custodisce nel silenzio per intercedere per il mondo intero.
Dietro quella grata il gruppo ha ascoltato la testimonianza preziosa di Suor Stefania (monastero delle Clarisse Sacramentine), che ci ha consegnato una definizione potentissima di mitezza:
"Il mio valore davanti a Dio non può essere compromesso dal giudizio degli altri e quando rimango mite dinanzi alle ingiustizie, critiche e provocazioni, lì è la vera gioia 'francescana'."
La Gioia Perfetta
Questo incontro ci ha riportato direttamente al cuore del messaggio francescano e al celebre racconto dei Fioretti. Con San Francesco impariamo che la "gioia perfetta" non sta nel compiere miracoli o nel successo umano. La gioia perfetta è tornare a casa bagnati, infreddoliti e affamati, eppure non lamentarsi; è sopportare e amare lo stesso. È la gioia di chi si dona senza cercare ricompense, per assomigliare a Cristo Crocifisso.
Con Francesco impariamo che la vera fraternità nasce quando, come lui, ci spogliamo di noi per rivestirci di Cristo. E lì, proprio lì, esplode la gioia.

















































